Moto:
DERBI
MULHACEN 659
DERBI
MULHACEN 659
Modernidad
y tecnologia, versatilidad e ligereza
Ovvero, bella e divertente
News:
Mercoledi`31 maggio, sul sito web www.mulhacen.derbi.com,
avrà inizio la vendita on-line delle
100 unità della Derbi Mulhacén
659 realizzate con una speciale personalizzazione.
I primi 100 clienti potranno aggiudicarsi un'esclusiva
versione limitata e numerata della moto, il cui numero
di serie comparirà su una piastra in carbonio apposta
sul serbatoio, oltre a ricevere in regalo una giacca Berik
anch'essa personalizzata Mulhacén. Il
count-down è già iniziato e la prenotazione
della speciale Mulhacén 659 prodotta in serie limitata,
partirà alle ore 09.00 del prossimo 31 maggio.
La
Derbi, che per la prima volta si affaccia
nel segmento delle moto di cilindrata superiore alle 250,
lo fa con gusto e stile. La nuova Mulhacén
659 sa raccogliere infatti da una parte la tradizione,
come il concetto di Scrambler (fenomeno motociclistico degli
anni 70) e dall’altra suggestioni contemporanee e metropolitane,
per farle vivere insieme in un design davvero originale, che
ha in Barcellona il suo esempio migliore: una città
ricca di storia che si diverte e si rinnova ogni giorno.
Già premiata per le sue linee quando venne presentata
come prototipo al Salone di Monaco, alla prova dei fatti la
nuova naked spagnola (dai forti legami italiani, dal momento
che Derbi è marchio del gruppo Piaggio) stupisce anche
per le sue soluzioni tecniche che ne fanno una moto, oltre
che bella, soprattutto guidabile e divertente.
Esteticamente
la Mulhacén si fa notare, grazie a uno scarico importante
che raccoglie la danza dei due collettori, alle ruote alte
e tassellate che da una moto stradale non ti aspetti, alla
linea agile e sagomatissima, come un vestito aderente quando
d’estate ti senti perfettamente in forma, alle luci
(fari e frecce) sottili ed eleganti. Ad un equilibrio perfetto
tra elementi che mostrano la loro bellezza solo da vicino
(come i carter, le luci, il serbatoio, il radiatore dalle
linee curve, i dischi dei freni) e particolari che attraggono
invece subito da lontano (come la sella rossa, le ruote alte,
la marmitta grande e un po’ retro).
Quanto
a guidabilità la moto è facile,
agile e divertentissima, grazie a un interasse molto
corto, di soli 1386 mm, il più corto tra tutte le moto
della categoria (l’interasse è la distanza tra
l’asse del perno della ruota anteriore e quello della
ruota posteriore: più questa è corta, più
la moto diventa agile e maneggevole; per capirci, l’estremo
opposto è una moto custom, dove la forcella molto allungata,
aumenta questa distanza e rende la moto più adatta
a grandi autostrade americane che non alle nostre curvose
stradine di montagna), e grazie anche a un baricentro molto
basso, ottenuto collocando la maggior parte dei pesi importanti
della moto nella parte sotto la sella. E' vero che così
purtroppo lo spazio del vano sottosella si annulla (e non
c’è posto nemmeno per i documenti o per il bloccadisco),
ma in compenso la moto guadagna moltissimo in agilità
e guidabilità. Sì, perché il segreto
della dinamica nella guida è cercare di distribuire
quanto più possibile il peso maggiore
(moto+motociclista) in basso (è per questo che i piloti
per fare le curve a gran
velocità si spostano il più possibile fuori
dalla sella, per portare
il proprio peso in basso). E' una semplice legge della fisica,
ma quel che non è tanto semplice è riuscire
a progettare una moto distribuendo
i pesi nel modo giusto e tenendo conto al tempo stesso dell’estetica
e della funzionalità. Cosa che il bravissimo project
manager della Derbi, Klaus Nennewitz, è riuscito perfettamente
a fare, collocando la batteria subito dietro al motore e tutti
i componenti pesanti il più possibile nel centro di
gravità della moto.
La
componentistica della Mulhacén è di ottima qualità
così come le sue rifiniture. Andiamo a vedere nel dettaglio:
Motore:
monocilindrico a 4 tempi da 659cc e 47 cavalli (che muove
i soli 162 kg di peso della moto con grande disinvoltura),
prodotto da Yamaha/Minarelli, con distribuzione a doppio albero
a camme in testa, raffreddamento a liquido, avviamento elettrico,
cambio a cinque marce e iniezione elettronica. Una nuova mappatura
dell’iniezione è stata studiata specificamente
per questa moto.
Ciclistica: davanti la Mulhacén monta
una bellissima forcella Marzocchi rovesciata con steli da
43 mm e fissata da piastre in alluminio forgiato; i cerchi
sono da 18”.
Freni: ottima la frenata grazie ai dischi
Wave, per altro bellissimi. La pinza del freno anteriore è
Brembo, con attacco radiale e pompa radiale.
Il forcellone oscillante in alluminio fuso,
senza saldature, oltre alla sua bella linea, si avvale di
un monoammortizzatore sul lato destro, posizione che consente
di regolare più facilmente il precarico della molla
e di posizionare la batteria al centro della moto (che, come
dicevamo prima, rende più centrato il peso della moto
migliorandone il comportamento dinamico).
Il telaio è un monoculla aperto in
tubo circolare di acciaio ad alta resistenza alla torsione,
prodotto in esclusiva per questa moto da Verdicchi.
Il manubrio largo, di diametro variabile,
è in ergal anodizzato color oro, mentre pedane, supporti
e leve del freno e del cambio sono in alluminio forgiato.
Luci: davanti la Mulhacén monta un
faro multiriflettore, mentre dietro il doppio indicatore luminoso
è integrato col codone, per un effetto molto bello
e pulito.
La strumentazione si compone di un quadro
digitale, con display retroilluminato, che ospita le spie
di fari, frecce, temperatura, riserva di benzina e folle,
più il doppio contagiri (numerico e grafico), un tachimetro
digitale e un contachilometri totale e parziale. Sulla manopola
sinistra trovate inoltre un pulsante che vi permette di selezionare
molto facilmente mentre guidate le varie funzioni del quadro
per avere l’informazione che volete al momento (km parziali,
km totali, velocità, ora).
Tutti
questi dettagli in cosa si traducono quando andiamo a guidare?
In un peso (162 kg) di circa 20 kg inferiore, ed un interasse
di 50-100 mm inferiore rispetto alle moto “rivali concorrenti”,
che rendono questa moto molto facile e divertente
da guidare, specie in città e fuori porta,
nel misto stretto, sulle stradine di montagna (non a caso
Mulhacén è il nome della montagna più
alta in Spagna).
Poco indicata per portare un passeggero (che starebbe scomodo
nel ridotto spazio a lui dedicato), non indicata per fisici
troppo alti (intorno all’1.90 si comincia a sbattere
le ginocchia), e poco amante delle autostrade (fino a 130
kmh si va perfettamente, oltre le vibrazioni e l’aeredinamicità
costringono ad affaticare un poco il pilota alla guida). Non
è dunque la moto per i lunghissimi viaggi (anche per
la difficoltà di caricare le borse laterali specie
a sinistra).
L’unica pecca è che, nonostante l’altezza
sella non sia elevata (830mm da terra), bisogna essere alti
almeno 1,65 per cominciare a toccare a terra con i piedi.
Purtroppo lo spazio sotto sella è inesistente e non
c’è quindi modo di sagomare
la sella che, anzi, è troppo dura (e se decidete di
fare più di 200 km in un giorno comincia a farsi sentire).
Probabilmente già dalle prime serie la sella verrà
ammorbidita, ma questo non risolve il problema dell’altezza
per le corporature minute.
Consigliata
a chi?
La Mulhacén è la moto consigliata per
chi comincia a guidare e deve acquistare la prima
moto, così come è adattissima
per chi ama guidare e fa della moto un uso prevalentemente
cittadino e di divertimento nei week end, con passeggiate
in montagna, sulle colline, al lago, al mare.
Bella da vedere e molto originale,
è una moto che si fa notare con eleganza e gusto. Facile
e divertente da guidare, non stanca, è maneggevole
e sicura, consente agevolmente di attraversare tratti sterrati,
grazie alle ruote tassellate, così come di cavarsela
egregiamente e facilmente nel traffico cittadino.
Nei viaggi brevi del finesettimana, rilassanti
e divertenti, magari in coppia col partner motociclista o
con un gruppetto di amiche e amici, su stradine piene
di curve è poi davvero la compagna ideale.
Bella
novità è anche la card che dà diritto
a tutti i possessori della Mulhacén a 4 anni
di garanzia sulla moto, al servizio assistenza
24h su 24, alla possibilità di partecipare
alla Mulhacén community, un sito internet
tutto dedicato a chi possiede questo modello. Sì, perché
proprio da internet i progettisti di casa Derbi hanno tratto
consigli e suggerimenti per la realizzazione della Mulhacén,
in un feedback continuo con utenti e motociclisti. Segno che
la rete non è solo un bacino di potenziali consumatori,
ma un mezzo per comunicare in direzioni diverse, tra chi inventa,
chi produce, chi sogna, chi disegna, chi vorrebbe, chi gioca,
chi guida ed ha voglia di comunicare e divertirsi.
La moto sarà disponibile in Italia dalla fine di maggio
a 7.500 euro (iva inclusa, f.c.), inoltre nell'ultima settimana
di maggio si potrà acquistare la versione a tiratura
limitata di 100 unità, con fregio numerato in carbonio,
direttamente sul sito ufficiale www.mulhacen.derbi.com.
Lavorare
nel settore moto rappresenta un sogno per tante motocicliste.
Abbiamo incontrato a Barcellona, in casa Derbi, due donne
- responsabili della comunicazione ed eventi per l'azienda
spagnola - e chiesto loro di parlarci del loro lavoro in questo
settore
DANIELA
RIBERTI
34 anni, nasce a Ferrara, vive
in Veneto, studia in Francia, lavora a Bologna in
Ducati dal ‘97 al 2004 come responsabile della
stampa straniera e di eventi; nel 2004 entra in
Derbi e solo da qualche mese si è trasferita
nella sede centrale a Barcellona. Oltre che simpaticissima,
Daniela è una di quelle donne che in questo
settore vive il suo lavoro con passione e una professionalità
senza pari |
“Non
guido la moto, vado in scooter, ma il mondo della
moto ho cominciato ad amarlo subito. Quello che
mi affascina di più è la passione
vera delle persone che lavorano in questo settore.
Si potrebbe dire che ‘mi sono appassionata
della passione per la moto’. Mi piace veder
crescere il numero di donne che si avvicina a
questo mondo, sono meno competitive degli uomini,
più coraggiose, più umili e disposte
a imparare e ad accettare consigli. Delle moto
sono attratta dal design accattivante, dall’oggetto
stilisticamente attraente”. |
| |
|
EVA
BLANQUEZ
26 anni, di Barcellona, da 4
anni lavora in Derbi come responsabile comunicazione
e organizzazione eventi. Pilota di minimoto prima,
poi di scooter, da poco passata a guidare moto di
cilindrata più alta, come R6 e 999. Una delle
donne speciali che abbiamo la fortuna d incontrare
per foruna spesso tra le motocicliste. |
“La
passione per la moto me l’ha trasmessa mio
padre, pilota di enduro. Mi portava in moto già
da piccola, prima a fare trial ed enduro, ma non
mi piaceva molto il fuoristrada. A 12 anni ho
iniziato a correre con le minimoto. Ho partecipato
al Campionato spagnolo Minimoto arrivando 3^ e
5^, poi al Campionato catalano Scooter per 3-4
anni, poi ho corso al Mugello nella Coppa Gilera.
Nel 2005 ho partecipato alla 24ore di Mont Melo
su una Ducati 999R, i miei tempi erano buoni ma
purtroppo la moto si è rotta. Probabilmente
quest’anno ripeteremo l’esperienza.
Anche se io amo più la velocità
che l’endurance e il mio sogno è
di correre quest’anno o il prossimo con
un team nel Campionato europeo insieme alle altre
pilote. Ho seguito l’evoluzione della Derbi
Mulhacén fin da quando il suo disegnatore,
Josè Gonzalez, è andato nel deserto
per ispirarsi; poi il prototipo è stato
presentato alla Fiera di Monaco vincendo il premio
design, moltissimi chiedevano informazioni ed
erano interessati, così si è passati
alla produzione e dopo due anni - e molti test
su internet - la moto adesso è qui”. |
| |
|
Abbiamo
chiesto due battute sulla moto a dei bravi e simpaticissimi
tester che hanno provato con noi la Derbi Mulhacén,
tra tutti scegliendo i due opposti: quel matto di Leslie Scazzola,
giornalista di Superwheels, che non riesce mai a guidare una
moto su tutte e due le ruote contemporaneamente, e un rassicurante
viaggiatore esperto come Claudio Falanga, di Mototurismo
Leslie
età: 30 anni
città: Verona
stato civile: single |
Leslie,
un tuo parere veloce su questa moto?
“Cosa penso di questa moto? Beh… frena,
si impenna… insomma, fa tutto quello che
deve fare ;)”.
E se una donna ti passa, cosa fai/pensi?
“Non è mai successo!!!” |
| |
|
Claudio
età: 47 anni
città: napoletano di Como (vicino di casa
di Clooney)
stato civile: sempre innamorato |
“Per
viaggiare è divertente (certo io faccio
poco testo, ho girato mezza Europa con un Le Mans
3, mi dicono che ho il culo da fachiro). E’
facile da guidare, davvero consigliabile per chi
vuole cominciare ad andare in moto. Molto agile
sul misto, fantastica nei tornanti stretti”.
E se una donna ti passa, cosa fai/pensi?
“Mmmmm, vediamo... le guardo il sedere ;)” |
| |
|
|